Immagine della nebulosa Tc 1 ripresa da JWST con filamenti di gas colorati e luce infrarossa, con evidenziate le emissioni delle molecole di fullerene
Immagine della nebulosa Tc 1 ripresa da JWST con filamenti di gas colorati e luce infrarossa, con evidenziate le emissioni delle molecole di fullerene

La scoperta delle fullerene in Tc 1 rivela come la chimica del carbonio si evolva nello spazio, un contesto utile per un collega appassionato di astrofisica.

Molecole a forma di pallone scoperte in una nebulosa Flusso della storia e fatti chiave

Il telescopio spaziale James Webb (JWST) ha rivelato nuovi dettagli nella nebulosa planetaria Tc 1, situata a oltre 10.000 anni luce dal Sole, nella costellazione dell’Ara. Grazie allo strumento MIRI, gli scienziati hanno osservato strutture filamentose e conchiglie di gas illuminate da una nana bianca centrale. Queste immagini, ottenute nell’infrarosso medio, mostrano emissioni spettroscopiche chiare delle molecole di fullerene C60 e C70, note per la loro forma a pallone da calcio.

Le fullerene furono sintetizzate per la prima volta in laboratorio nel 1985 da Harry Kroto, Bob Curl e Rick Smalley, che ne confermarono l’esistenza grazie a esperimenti laser. La scoperta del 2026, resa possibile dalle capacità di JWST, conferma che queste molecole esistono nello spazio e brillano intensamente nell’infrarosso, permettendo di studiarne il comportamento in ambienti stellari estremi.

La presenza di queste molecole complesse solleva nuove domande sulla chimica del carbonio nell’universo e sul suo ruolo nell’evoluzione della materia organica. Gli scienziati sperano di capire se si formano nello spazio con lo stesso processo terrestre o attraverso meccanismi completamente nuovi. I dati raccolti aprono la strada a studi futuri sulla formazione stellare e sulle origini della vita.

Fatti

  • Il telescopio spaziale James Webb ha osservato la nebulosa Tc 1 a oltre 10.000 anni luce dal Sole
  • Sono state rilevate molecole di fullerene C60 e C70, note per la loro forma a pallone da calcio
  • Le osservazioni sono state effettuate con lo strumento MIRI nell'infrarosso medio
  • Le fullerene emettono luce in modo distintivo, permettendone l'identificazione spettroscopica
  • La scoperta aiuta a capire la chimica del carbonio in ambienti stellari estremi

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