Illustrazione di un medico che consulta un tablet con un'interfaccia AI, mentre un paziente attende in fondo alla stanza. Un'icona di allarme lampeggia sullo schermo.
Illustrazione di un medico che consulta un tablet con un'interfaccia AI, mentre un paziente attende in fondo alla stanza. Un'icona di allarme lampeggia sullo schermo.

L'uso crescente dell'AI in medicina richiede maggiore formazione, un contesto utile per un collega che segue l'evoluzione della sanità digitale.

61% dei medici usa l'AI, ma pochi riconoscono gli errori Flusso della storia e fatti chiave

Una ricerca del Politecnico di Milano presentata al Festival dell’Economia di Trento rivela che il 61% dei medici specialisti e dei medici di medicina generale in Italia ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nella pratica clinica. L’uso avviene spesso attraverso piattaforme generaliste non progettate per il settore sanitario, con un rischio crescente di errori non riconosciuti. Parallelamente, il 36% dei cittadini ricorre a chatbot basati su AI per informazioni sulla salute.

Il dato più preoccupante riguarda la capacità di riconoscere le 'allucinazioni' dell’AI: solo il 17% dei medici dichiara di saperle identificare, nonostante un terzo conosca il rischio. L’Osservatorio Sanità Digitale sottolinea la necessità di un approccio guidato da responsabilità e urgenza, soprattutto con l’arrivo di strumenti come la piattaforma nazionale 'Mia' di Agenas per la gestione dei pazienti cronici.

Tra le priorità per il 2026 emergono cybersecurity, telemedicina e intelligenza artificiale, ma un terzo delle strutture pubbliche teme un ridimensionamento dei progetti digitali dopo il PNRR. Il divario tra adozione tecnologica e competenze specialistiche resta un nodo critico da affrontare.

Fatti

  • Il 61% dei medici specialisti e dei medici di medicina generale ha già utilizzato strumenti di AI generativa, secondo l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano (2026).
  • Solo il 17% dei medici dichiara di saper riconoscere le 'allucinazioni' dell’AI, nonostante un terzo conosca il rischio.
  • Il 36% dei cittadini usa chatbot basati su AI per informazioni su salute, farmaci e terapie.
  • Agenas sta sviluppando la piattaforma nazionale 'Mia', basata su intelligenza artificiale, per supportare i medici di medicina generale nella gestione dei pazienti cronici.
  • Un terzo delle strutture pubbliche teme un ridimensionamento dei progetti digitali dopo la fine del PNRR.

Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale