
Il lancio del missile Yıldırımhan a 6.000 km di gittata cambia gli equilibri regionali, un passo concreto da tenere d'occhio per un collega che segue la difesa europea.

Turchia mostra il suo missile ipersonico Flusso della storia e fatti chiave
Alla SAHA Expo 2026, tenutasi a Istanbul dal 5 al 9 maggio, la Turchia ha presentato il suo primo missile balistico intercontinentale, lo Yıldırımhan, sviluppato internamente dal Ministero della Difesa. Con una gittata dichiarata di 6.000 km, velocità tra Mach 9 e Mach 25 e una testata da 3.000 kg, il sistema rappresenta un salto tecnologico significativo per Ankara, che ora supera in portata tutti i vicini, inclusa l'Iran con il suo Khorramshahr-4 da 2.000 km. Il ministro della Difesa Yaşar Güler lo ha definito un "moltiplicatore di forza" grazie alla capacità ipersonica e manovrabilità che lo rendono difficile da intercettare.
L'evento ha fatto registrare oltre 1.700 espositori da 120 Paesi, con esportazioni militari turche in crescita del 28% nei primi quattro mesi del 2026, superando i 2,8 miliardi di dollari. Durante la fiera sono stati siglati contratti per circa 8 miliardi di dollari, tra cui un accordo storico con l'Indonesia per l'esportazione del drone da combattimento KIZILELMA. Baykar ha confermato che il primo cliente estero riceverà inizialmente 12 velivoli, con possibilità di espansione a 48, oltre alla costruzione di infrastrutture locali.
Oltre al missile, la Turchia ha mostrato progressi in altri settori strategici: il motore turbofan GÜÇHAN da 42.000 libbre di spinta, sviluppato in autonomia e paragonabile al motore F135 degli F-35; nuovi sistemi anti-drone laser e a microonde; e droni d'attacco avanzati come il Mizrak e il TOGAN-M, progettati per operare in ambienti di guerra elettronica. Aselsan e Roketsan hanno presentato anche droni navali e sottomarini kamikaze, mentre MKE ha mostrato una mina intelligente e un obice semovente da 105 mm. La digitalizzazione del campo di battaglia è ulteriormente avanzata con nuovi sistemi di puntamento intelligente per armi individuali.
La SAHA Expo 2026 conferma la Turchia come attore chiave nel panorama della difesa globale, con una strategia volta all'autonomia tecnologica, decentralizzazione produttiva e apertura a partnership internazionali. Con il secondo esercito più grande della NATO e una crescente capacità di esportazione, Ankara sta ridefinendo il proprio ruolo geopolitico tra Europa, Medio Oriente e Asia.
Fatti
- Il missile balistico intercontinentale turco Yıldırımhan ha una gittata di 6.000 km e velocità tra Mach 9 e Mach 25.
- Alla SAHA Expo 2026 sono stati siglati contratti per circa 8 miliardi di dollari, con esportazioni militari turche in crescita del 28% nei primi quattro mesi del 2026.
- L'Indonesia ha firmato il primo contratto di esportazione per il drone da combattimento KIZILELMA, con consegna iniziale di 12 velivoli.
- Il motore turbofan GÜÇHAN, sviluppato in Turchia, genera una spinta di 42.000 libbre, paragonabile al motore F135 degli F-35.
- Aselsan ha presentato il sistema anti-drone KORKUT 100/25 con munizioni intelligenti ATOM da 25 mm e intelligenza artificiale.
- Roketsan ha mostrato il sistema laser ALKA, capace di neutralizzare droni kamikaze simili agli Shahed-136 iraniani.
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