Illustrazione di un deserto con tubi sotterranei che estraggono uranio da falde nascoste, mentre reattori nucleari si stagliano all'orizzonte.
Illustrazione di un deserto con tubi sotterranei che estraggono uranio da falde nascoste, mentre reattori nucleari si stagliano all'orizzonte.

La scoperta di uranio in formazioni sabbiose cambia le carte in tavola, utile contesto per un collega che segue l'energia del futuro.

Uranio nel deserto: la Cina accelera Flusso della storia e fatti chiave

Geologi cinesi hanno scoperto riserve significative di uranio in formazioni di arenaria eolica nel Bacino di Ordos, una zona precedentemente ritenuta improduttiva. La scoperta, resa possibile grazie alla tecnica di lisciviazione in situ, potrebbe trasformare la Cina da grande importatore a produttore autonomo di uranio, riducendo la dipendenza da Kazakistan, Canada e Australia. Il governo punta a triplicare la capacità nucleare entro il 2035, attualmente ferma al 5% del fabbisogno elettrico nazionale.

La tecnica di estrazione evita miniere a cielo aperto, ma inietta soluzioni chimiche direttamente nelle falde acquifere sotterranee, sollevando preoccupazioni ambientali in un'area arida e vulnerabile. Il rapido sviluppo del sito, avviato solo sei mesi dopo l'annuncio, riduce lo spazio per valutazioni ambientali a lungo termine. Autorità e analisti si dividono tra ottimismo tecnologico e richiesta di maggiore cautela.

La scoperta ha già ispirato nuove ricerche in bacini simili come Tarim e Junggar, dove ulteriori riserve sono state individuate nel 2025. Se confermata su larga scala, questa nuova fonte potrebbe ridisegnare gli equilibri del mercato globale dell'uranio, con impatti strategici ed economici ben oltre i confini cinesi.

Fatti

  • Geologi cinesi hanno scoperto uranio in arenaria eolica nel Bacino di Ordos, una formazione precedentemente ignorata.
  • La Cina gestisce 56 reattori operativi (57 GW) e punta a triplicare la capacità nucleare enttimo 2035.
  • La tecnica di lisciviazione in situ permette l'estrazione senza miniere a cielo aperto, ma inietta chimici nelle falde.
  • Nel luglio 2025 è stata confermata una seconda scoperta nel Bacino del Tarim, ampliando il potenziale nazionale.
  • La Cina dipende attualmente da importazioni da Kazakistan, Canada, Australia e Namibia per il suo uranio.

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