
Il passo della Lombardia per regolamentare l’espansione dei data center, con un contesto utile per un collega che segue il tema digitale e territoriale.

Lombardia, maxi-oneri per i data center Flusso della storia e fatti chiave
La Lombardia è la prima regione in Italia a introdurre una legge specifica per regolamentare la costruzione di data center, con l’obiettivo di frenare l’espansione incontrollata in aree agricole e verdi. Approvata il 26 maggio 2026, la norma prevede un aumento degli oneri di costruzione del 100% nelle zone rurali e del 200% nei parchi, disincentivando così l’uso di suolo non industriale.
La regione ospita già il 63% delle richieste di autorizzazione per data center in Italia, con 33 impianti attivi solo nell’area metropolitana di Milano. Tra i progetti in corso o in valutazione, spiccano investimenti di grandi operatori come Amazon, Aruba, Eni e Stack Emea. La legge promuove invece il riutilizzo di ex aree industriali, esentando da oneri aggiuntivi e offrendo facilitazioni burocratiche.
L’assessore Massimo Sertori sottolinea che, nonostante le richieste energetiche complessive ammontino a 30 gigawatt a livello nazionale (metà in Lombardia), i progetti effettivamente realizzabili richiederanno al massimo 2 gigawatt in regione. La legge include anche Terna nella cabina di regia per mappare la disponibilità energetica, colmando un vuoto normativo in attesa di una regolamentazione nazionale.
Fatti
- Il 26 maggio 2026 la Lombardia ha approvato una legge che aumenta del 100% gli oneri di costruzione in aree agricole e del 200% nei parchi per i data center.
- La regione ospita il 63% delle richieste di autorizzazione per data center in Italia, con 33 impianti attivi nell’area metropolitana di Milano.
- Grandi aziende come Amazon, Aruba, Eni e Stack Emea hanno investito in data center in Lombardia.
- La legge favorisce il riutilizzo di ex aree industriali dismesse, senza oneri aggiuntivi e con facilitazioni burocratiche.
- Nonostante richieste per 15 GW in Lombardia, l’assessore Sertori stima che saranno autorizzati al massimo 2 GW di capacità reale.
- Terna farà parte della cabina di regia per mappare la disponibilità energetica nei siti dei futuri data center.
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