Manifestanti con striscioni davanti al ministero delle Imprese a Roma, durante la protesta contro i tagli di Electrolux e l'ipotesi di acquisizione da parte di Midea.
Manifestanti con striscioni davanti al ministero delle Imprese a Roma, durante la protesta contro i tagli di Electrolux e l'ipotesi di acquisizione da parte di Midea.

Il futuro degli elettrodomestici in Italia passa da una fabbrica del Veneto, con un contesto utile per un collega che segue l'industria manifatturiera.

Electrolux, scioperi contro il rischio cinese Flusso della storia e fatti chiave

I sindacati italiani hanno indetto una serie di scioperi e una manifestazione nazionale a Roma contro il piano di riorganizzazione di Electrolux, che prevede oltre 1.700 esuberi e la chiusura di uno stabilimento nelle Marche. La preoccupazione principale non è solo la riduzione della produzione in Italia, ma il timore che l'azienda svedese stia cedendo il controllo al colosso cinese Midea. I rappresentanti dei lavoratori sostengono che le attuali misure siano un passo verso un trasferimento strategico della produzione fuori dall'Europa, a vantaggio di paesi asiatici.

Il dubbio è rafforzato da un recente accordo tra Midea ed Electrolux per una partnership negli Stati Uniti, accompagnato dalla chiusura di uno stabilimento in Ungheria e dal trasferimento di parte della produzione in Cina. Sindacati come Uilm e Fiom denunciano una mancanza di trasparenza e chiedono un intervento concreto del governo per evitare che le fabbriche italiane diventino semplici 'fabbriche cacciavite'.

Electrolux ha ricevuto negli ultimi dieci anni 700 milioni di euro di incentivi dallo Stato italiano, una cifra che i sindacati considerano inaccettabile se l'azienda abbandona il territorio. Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha annunciato la sua presenza ai cancelli dello stabilimento di Susegana, mentre i leader sindacali parlano di una vertenza lunga e difficile, aggravata da una crisi aziendale ormai conclamata negli ultimi quattro anni.

Fatti

  • Electrolux ha annunciato un piano di riorganizzazione con oltre 1.700 esuberi e la chiusura di uno stabilimento nelle Marche.
  • I sindacati hanno indetto uno sciopero di otto ore il 25 maggio e manifestazioni a Roma contro il rischio di acquisizione da parte del colosso cinese Midea.
  • Midea ha precedentemente tentato di acquisire Electrolux e ha recentemente siglato un accordo per una partnership negli USA e chiuso uno stabilimento in Ungheria.
  • Electrolux ha ricevuto 700 milioni di euro di incentivi dallo Stato italiano negli ultimi dieci anni.
  • I rappresentanti dei lavoratori sospettano preaccordi tra Electrolux e Midea per spostare la produzione in Asia.
  • Il leader Fiom Michele De Palma chiede un intervento del governo per evitare che le fabbriche italiane diventino 'fabbriche cacciavite'.

Spiegazione visiva delle notizie di Canto. Gli strumenti AI possono assistere la produzione. Politica editoriale