
Un obiettivo ambizioso sul K7, con un contesto utile per un amico che segue l'alpinismo d'avanguardia.

Un sogno in vetta sul K7 Flusso della storia e fatti chiave
Una spedizione italiana composta da quattro alpinisti di alto livello punta a tracciare una nuova via sul pilastro est del K7, montagna di 6.935 metri nel Karakorum pakistano. Il team, guidato da Matteo Della Bordella, ex presidente dei Ragni di Lecco, include Giacomo Mauri, Mirco Grasso e Luca Ducoli, giovane talento del CAI Eagle Team. La spedizione si svolgerà tra maggio e luglio 2026, con partenza da Islamabad e arrivo nella valle di Charakusa dopo un trekking di tre giorni verso il campo base.
Il K7 è considerato un simbolo dell’alpinismo esplorativo moderno: ha visto salite storiche come quella in solitaria di Steve House nel 2005 e la via aperta nel 2012 da Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak sulla parete est. Della Bordella ha definito questa impresa un sogno coltivato da tempo, ispirato anche dalle foto ricevute da Luca Maspes. Il progetto è patrocinato dal Club Alpino Italiano.
Negli ultimi mesi, il team ha effettuato salite preparatorie nelle Alpi, tra cui l’apertura della via 'Mutante' sulle Petites Jorasses e il concatenamento di Divine Providence e Pilone Centrale del Frêney. L’obiettivo sul K7 rappresenta un mix di esperienza, talento e ambizione, con un focus sull’approccio alpino puro. La spedizione resterà al campo base per circa 35-40 giorni, tra acclimatamento e tentativi in parete.
Fatti
- La spedizione italiana sul K7 è prevista tra il 25 maggio e il 15 luglio 2026.
- Il team è composto da Matteo Della Bordella, Giacomo Mauri, Mirco Grasso e Luca Ducoli.
- Il K7 raggiunge i 6.935 metri ed è situato nella valle di Charakusa, Pakistan.
- L’obiettivo è aprire una nuova via sul pilastro est in stile alpino.
- La spedizione è patrocinata dal Club Alpino Italiano.
- Steve House ha salito il K7 in solitaria nel 2005; Kennedy e Dempster hanno aperto una via sulla parete est nel 2012.
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