
La pianta di fagiolo attiva un sistema di difesa chimica richiamando vespe utili, un dettaglio che può interessare un collega che studia agricoltura sostenibile.

Il fagiolo chiama le vespe contro i bruchi Flusso della storia e fatti chiave
Uno studio pubblicato su Science Advances rivela che la pianta di fagiolo, quando attaccata dai bruchi, attiva un sofisticato sistema di difesa chimica. I ricercatori della University of Washington e della Henan University hanno scoperto che il morso dei bruchi della specie Spodoptera frugiperda rilascia un peptide chiamato In11, che attiva il recettore INR1 nella pianta. Questo innescato una risposta immunitaria e la produzione di composti volatili, tra cui omoterpeni, che richiamano vespe predatrici naturali dei bruchi. Il meccanismo dimostra come le piante siano in grado di comunicare con altri organismi per proteggersi dagli erbivori. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove strategie di difesa delle colture basate su metodi naturali e sostenibili, riducendo la necessità di pesticidi chimici.
Fatti
- Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances il 27 maggio 2026.
- Le piante di fagiolo emettono segnali chimici quando attaccate dai bruchi della specie Spodoptera frugiperda.
- Il peptide In11, rilasciato dai bruchi, attiva il recettore INR1 nella pianta, innescando l'emissione di composti volatili.
- Due omoterpeni emessi dalla pianta richiamano vespe predatrici naturali dei bruchi.
- La ricerca è condotta da Natalia Guayaza'n Palacios e Brian Behnken delle università di Washington e Henan.
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