Illustrazione di un appartamento con logo di piattaforme di affitto breve e simboli di dati che viaggiano verso un database europeo, con data 20 maggio 2026
Illustrazione di un appartamento con logo di piattaforme di affitto breve e simboli di dati che viaggiano verso un database europeo, con data 20 maggio 2026

La tracciabilità cresce, ma l'attuazione slitta: utile contesto per un collega del settore immobiliare che segue l'evoluzione normativa.

Nuovi vincoli Ue sugli affitti brevi Flusso della storia e fatti chiave

Dal 20 maggio 2026 è in vigore il regolamento Ue n. 2024/1028 sugli affitti brevi, che impone alle piattaforme online di trasmettere dati dettagliati sulle attività di locazione breve. Tra le informazioni richieste ci sono il numero di registrazione dell’immobile, l’indirizzo specifico, l’URL dell’annuncio e i dati sulle prenotazioni. L’obiettivo è aumentare la trasparenza e migliorare la tracciabilità del mercato, spesso poco regolamentato.

L’Italia aveva già anticipato parte del percorso: dal 1° gennaio 2025 è obbligatorio il codice identificativo nazionale per gli immobili in affitto breve, gestito attraverso la Banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve, tenuta dal ministero del Turismo. Questo sistema consente un monitoraggio più accurato del fenomeno a livello nazionale.

Tuttavia, l’obbligo previsto dall’articolo 9 del regolamento Ue non è ancora operativo. Mancano infatti le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati, che il governo italiano deve ancora definire. Il nuovo quadro normativo si inserisce in un contesto più ampio: entro l’estate è atteso il Piano casa europeo, che potrebbe introdurre ulteriori regole per questo settore.

Fatti

  • Il regolamento Ue n. 2024/1028 sugli affitti brevi è entrato in vigore il 20 maggio 2026.
  • Le piattaforme dovranno trasmettere dati su prenotazioni, indirizzi e numeri di registrazione degli immobili, ma l'obbligo non è ancora attivo.
  • L'Italia ha introdotto dal 1° gennaio 2025 il codice identificativo nazionale per gli affitti brevi.
  • La Banca dati nazionale degli immobili in locazione breve è gestita dal ministero del Turismo.
  • Le specifiche tecniche per l'invio dei dati alle autorità Ue non sono ancora state definite dal governo italiano.

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