
La spaccatura tra Abu Dhabi e Riyadh è un punto di non ritorno per il Medio Oriente, utile contesto per un collega che segue le alleanze regionali.

La frattura nel Golfo che cambia il Medio Oriente Flusso della storia e fatti chiave
Una crescente frattura tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita sta ridisegnando gli equilibri del Golfo Persico, in un momento di alta tensione regionale. Nonostante entrambi i paesi abbiano subito attacchi iraniani, hanno scelto strade opposte: gli Emirati rafforzano l'alleanza con Israele e hanno abbandonato l'Opec, mentre Riyadh si mantiene cauta e critica l'avvicinamento al governo israeliano. Le divergenze si estendono a teatri di crisi come Yemen, Sudan e Somaliland, dove i due attori appoggiano fazioni rivali. L'Arabia Saudita ha già accusato gli Emirati di sostenere ribelli separatisti nello Yemen, portando a un ultimatum militare a gennaio 2026. Questa 'guerra fredda' riflette un cambiamento profondo nell'equilibrio regionale, con ripercussioni su potenze come Turchia e Pakistan, e mette in luce i limiti della protezione statunitense nel Golfo.
Fatti
- Gli Emirati Arabi Uniti hanno abbandonato l'Opec nel 2026, segnando una svolta nei rapporti con l'Arabia Saudita.
- L'Arabia Saudita ha accusato gli Emirati di sostenere ribelli separatisti nello Yemen, imponendo un ultimatum al ritiro delle truppe nel dicembre 2025.
- Gli Emirati rafforzano l'alleanza con Israele, mentre l'Arabia Saudita si oppone al riconoscimento dello stato ebraico.
- In Sudan e Somaliland, Emirati e Arabia Saudita appoggiano fazioni rivali, aggravando le guerre civili locali.
- Il principe saudita Turki al Faisal ha accusato Israele di voler trascinare il paese in guerra contro l'Iran.
- Turchia e Pakistan sostengono l'Arabia Saudita, contrapponendosi al riavvicinamento tra Emirati, Stati Uniti e Israele.
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