Illustrazione del cervello con evidenziata la corteccia insulare granulare caudale (CGIC), punto chiave nel controllo del dolore cronico scoperto da ricercatori della University of Colorado Boulder.
Illustrazione del cervello con evidenziata la corteccia insulare granulare caudale (CGIC), punto chiave nel controllo del dolore cronico scoperto da ricercatori della University of Colorado Boulder.

La scoperta del circuito CGIC che regola il dolore cronico offre una nuova speranza, utile contesto per un amico o collega che convive con dolori persistenti.

Scoperto l’interruttore del dolore cronico Flusso della storia e fatti chiave

Un team di scienziati della University of Colorado Boulder ha identificato un circuito cerebrale chiave nel passaggio dal dolore acuto a quello cronico. La ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroscience, si è concentrata sulla corteccia insulare granulare caudale (CGIC), una piccola area profonda del cervello che sembra agire come un interruttore nel mantenere attivi i segnali dolorosi anche dopo la guarigione della lesione.

Utilizzando tecniche chimico-genetiche su ratti con lesioni al nervo sciatico, i ricercatori hanno osservato che la CGIC invia segnali alla corteccia somatosensoriale, che a sua volta comunica con il midollo spinale per continuare a trasmettere dolore. Disattivare questo circuito ha impedito lo sviluppo del dolore cronico e lo ha interrotto quando già presente.

La scoperta apre la strada a terapie mirate, come farmaci localizzati o interfacce cervello-macchina, che potrebbero sostituire gli oppioidi. Se confermata nell’uomo, questa via neurale potrebbe diventare un obiettivo terapeutico preciso per milioni di persone affette da dolore cronico.

Fatti

  • Uno studio della University of Colorado Boulder ha identificato la corteccia insulare granulare caudale (CGIC) come circuito cerebrale chiave nel dolore cronico.
  • Spegnere il circuito CGIC in ratti ha prevenuto e interrotto il dolore cronico, anche dopo il suo insorgere.
  • La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Neuroscience nel maggio 2026.
  • Il primo autore, Jayson Ball, ha completato il dottorato nel laboratorio di Linda Watkins e ora lavora per Neuralink.
  • Tecniche chimico-genetiche hanno permesso di attivare o disattivare neuroni specifici per tracciare il percorso del dolore.

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