
La Chiesa melkita solleva la voce per proteggere la dignità e la terra delle comunità di confine. Se hai amici o colleghi che seguono il Medio Oriente, può valere la pena condividerlo con calma.

Vescovi melkiti: basta demolizioni nei villaggi di confine Flusso della storia e fatti chiave
I vescovi greco-melkiti cattolici del Libano hanno lanciato un appello urgente per fermare le demolizioni nei villaggi di confine, in particolare a Yaroun, dove forze israeliane stanno distruggendo case, chiese, scuole e strutture parrocchiali. In un comunicato del 4 maggio, il Sinodo della Chiesa melkita guidato dal patriarca Youssef Absi esprime "profondo dolore e preoccupazione" per azioni che definiscono una "ferita alla coscienza umana", soprattutto perché avvengono in aree evacuate e sotto pieno controllo militare israeliano.
I presuli sottolineano che attaccare luoghi di preghiera, istruzione e vita civile equivale a violare la dignità umana e il diritto alla propria terra. Ricordano che Israele, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo internazionale di proteggere le proprietà civili e le istituzioni locali. Le demolizioni non sono un episodio isolato, ma parte di un più ampio schema che colpisce il sud del Libano, aggravando la sofferenza di comunità già provate da anni di instabilità.
Il Sinodo chiede al governo libanese, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni internazionali di intervenire con azioni concrete per fermare le distruzioni e permettere un ritorno sicuro dei residenti. La Chiesa si impegna a rimanere al fianco del popolo libanese, difendendo il diritto alla casa e invocando una pace giusta che restituisca vita ai villaggi colpiti.
Fatti
- Il 4 maggio 2026, il Sinodo della Chiesa greco-melkita cattolica ha emesso un comunicato contro le demolizioni israeliane nei villaggi di confine del Libano.
- I vescovi denunciano la distruzione di chiese, scuole, sale parrocchiali e abitazioni a Yaroun e in altri villaggi del sud del Libano.
- Le azioni avvengono in aree evacuate e sotto controllo militare israeliano, sollevando questioni di responsabilità internazionale.
- Il Sinodo chiede al governo libanese, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni internazionali di proteggere civili e istituzioni.
- La Chiesa melkita afferma che la sofferenza dei villaggi di confine è la sofferenza di tutto il Libano.
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